“Ho sempre mal di testa.” “Mi fa male il collo da anni.” “Ho un fischio all’orecchio che non va via.”

Sento queste frasi spesso, nel nostro studio a Roma San Giovanni. E spesso, quando le sento, faccio una domanda che sorprende: “Ha mai fatto controllare la mandibola?”

La reazione è quasi sempre la stessa: uno sguardo perplesso. Cosa c’entra la mandibola con il mal di testa? Cosa c’entrano i denti con il fischio alle orecchie?

C’entrano. E il meccanismo che spiega questo collegamento ha un nome preciso: dolore riferito.

Cos’è il Dolore Riferito: una Definizione Semplice 

Il dolore riferito è un dolore che si sente in un posto diverso da quello in cui nasce.

Il cervello riceve il segnale di allarme da una struttura — un muscolo, un’articolazione, un nervo — ma lo interpreta come se provenisse da un’altra zona del corpo. Non è una questione psicologica. Non è “nella testa”. È un fenomeno fisiologico reale, documentato, che dipende da come è organizzato il nostro sistema nervoso.

L’esempio più noto è quello dell’infarto: molte persone in crisi cardiaca sentono dolore al braccio sinistro, non al cuore. Il cuore è il problema, il braccio è dove il dolore viene percepito. Questo è dolore riferito.

Lo stesso meccanismo avviene, con straordinaria frequenza, nel sistema masticatorio.

Perché il Sistema Masticatorio è Così Bravo a “Ingannare” 

L’articolazione temporo-mandibolare — l’ATM — è una delle strutture più innervate del corpo umano. Il nervo che la governa, il trigemino, è il principale nervo sensitivo della testa e del viso: raccoglie informazioni da denti, gengive, mandibola, tempie, seni paranasali, orecchio esterno e parte della lingua.

Quando una struttura del sistema masticatorio è in sofferenza — per una malocclusione, per una tensione muscolare cronica, per una disfunzione articolare — il trigemino e i nervi cervicali ad esso connessi possono portare il segnale di dolore in luoghi molto lontani dall’origine reale.

Il risultato è che il paziente sente dolore alla tempia, all’orecchio, al collo, alla nuca — e non associa mai quel dolore alla propria mandibola, ai propri denti, alla propria occlusione.

È esattamente come il braccio che fa male durante l’infarto: il sistema nervoso segnala il problema nel posto sbagliato.

Le Strutture Coinvolte: Muscoli, Articolazione e Nervi 

Per capire come funziona il dolore riferito di origine gnatologica, è utile conoscere le strutture che ne sono protagoniste.

I Muscoli Masticatori 

I muscoli che muovono la mandibola — massetere, temporale, pterigoideo interno ed esterno — sono tra i muscoli più potenti del corpo in rapporto alle loro dimensioni. Quando sono in stato di iperattività cronica, come accade nel bruxismo o nel serramento, sviluppano dei trigger point: zone di tensione concentrata che irradiano dolore a distanza seguendo percorsi neurologici precisi e predicibili.

Il massetere, ad esempio, è uno dei principali responsabili di dolori alle tempie, alle orecchie e ai denti posteriori superiori che i pazienti non riescono a spiegarsi. Il temporale invece irradia dolore lungo tutta la fascia sopra l’orecchio fino alla fronte, mimando perfettamente una cefalea tensiva.

L’Articolazione Temporo-Mandibolare 

L’ATM è posizionata immediatamente davanti al condotto uditivo esterno. Questa vicinanza anatomica spiega perché una disfunzione articolare — un disco dislocato, una capsula infiammata, una posizione mandibolare scorretta — possa generare dolore percepito all’interno dell’orecchio, acufeni, senso di orecchio tappato o vertigini, portando il paziente diritto dall’otorinolaringoiatra invece che dallo gnatologo.

Il Nervo Trigemino e le Connessioni Cervicali 

Il trigemino non lavora da solo. Attraverso il nucleo trigeminale spinale si connette profondamente con i nervi cervicali superiori — quelli che innervano il collo, le spalle e la base del cranio. Questo significa che una tensione muscolare di origine mandibolare può scendere lungo il collo e produrre dolori cervicali e alla spalla, esattamente come una disfunzione cervicale può risalire e produrre sintomi mandibolari.

È una rete, non una linea retta. Ed è questa rete che rende il dolore riferito così difficile da interpretare senza una formazione specifica.

I Sintomi Più Comuni del Dolore Riferito Gnatologico 

Nel nostro studio dentistico a Roma San Giovanni abbiamo imparato a riconoscere i segnali che, nel paziente, nascondono quasi sempre un’origine gnatologica. Eccoli, raccolti in modo che possano essere facilmente riconoscibili.

Alla Testa 

Mal di testa ricorrente alle tempie, spesso peggiore al mattino appena svegli. Dolore che parte dalla nuca e sale verso la fronte. Senso di pressione sopra gli occhi. Questi sintomi vengono quasi sempre attribuiti allo stress, al computer, alla postura — e raramente viene pensato di controllare l’occlusione dentale come possibile causa.

All’Orecchio 

Dolore dentro l’orecchio senza infezione. Fischio o ronzio (acufene) persistente. Senso di orecchio ovattato o tappato. Vertigini lievi, soprattutto al cambiamento di posizione. Quattro sintomi, quattro specialisti diversi consultati, quattro risposte negative — e nessuno che abbia ancora valutato l’ATM.

Al Collo e alle Spalle 

Rigidità cervicale mattutina. Dolore lungo il muscolo sternocleidomastoideo — quel muscolo che va dall’orecchio alla clavicola e che, quando è in contrattura, produce un dolore sordo e continuo lungo il collo. Tensione alle spalle che non passa con la fisioterapia, perché la fisioterapia risolve l’effetto ma non la causa se l’origine è mandibolare.

Ai Denti 

Dolore ai denti posteriori superiori senza carie, senza lesioni, senza spiegazione radiografica. Un dente che “sembra” far male ma che il dentista trova perfettamente sano. In molti casi è il massetere che irradia la propria tensione verso i denti, simulando un dolore dentale che dentale non è.

Perché la Diagnosi è Così Spesso in Ritardo 

Il dolore riferito di origine gnatologica ha una caratteristica che lo rende particolarmente difficile da diagnosticare: porta il paziente dallo specialista sbagliato.

Il mal di testa va dal neurologo. Il dolore all’orecchio va dall’otorino. Il dolore al collo va dal fisioterapista o dall’ortopedico. Ognuno di questi specialisti valuta il proprio distretto di competenza, trova — spesso — tutto nella norma, e rimanda il paziente con una diagnosi di esclusione o con una terapia sintomatica.

Ho incontrato pazienti che avevano fatto tre anni di terapia farmacologica per cefalea cronica senza miglioramenti significativi. Pazienti con acufeni da anni visitati più volte senza trovare una causa auricolare. Pazienti che avevano cambiato tre fisioterapisti per un dolore cervicale che tornava sempre.

In tutti questi casi, nessuno aveva mai valutato l’ATM.

Non per negligenza dei colleghi. Ma perché il dolore riferito di origine gnatologica non è ancora sufficientemente conosciuto fuori dall’ambito specialistico. Ed è esattamente per questo che ho scelto di costruire questa sequenza di articoli: per dare ai pazienti gli strumenti per riconoscerlo autonomamente.

La Valutazione Gnatologica: il Punto di Partenza 

Quando un paziente arriva al nostro studio con una storia di sintomi dispersi — cefalea, dolore auricolare, cervicalgia, acufeni — che non hanno trovato risposta altrove, il mio primo obiettivo è capire se esiste una disfunzione del sistema masticatorio che possa spiegarli.

La valutazione gnatologica non è una semplice visita dentistica. Include:

  • Una anamnesi dettagliata: da quanto tempo esistono i sintomi, come si sono sviluppati, cosa li aggrava e cosa li allevia, quali terapie sono già state tentate
  • La palpazione dei muscoli masticatori e cervicali: per identificare i trigger point e valutare il tono muscolare
  • L’analisi dei movimenti mandibolari: apertura, chiusura, lateralità, protrusione — per rilevare asimmetrie, limitazioni e rumori articolari
  • L’analisi occlusale: per individuare precontatti, interferenze, posizioni mandibolari scorrette
  • Quando necessario, esami strumentali come TC cone beam e risonanza magnetica dell’ATM

Solo dopo aver raccolto tutti questi dati è possibile stabilire se i sintomi del paziente hanno una componente gnatologica e impostare un piano di trattamento appropriato.

Domande Frequenti sul Dolore Riferito 

Il dolore riferito è reale o è psicosomatico? 

È completamente reale dal punto di vista fisiologico. Non ha nulla a che fare con componenti psicologiche o psicosomatiche. È il risultato della struttura del sistema nervoso: alcuni neuroni raccolgono segnali da zone diverse del corpo e il cervello, in certi casi, non riesce a localizzare con precisione l’origine del segnale. È lo stesso fenomeno che produce il dolore al braccio durante un infarto.

Come faccio a capire se il mio mal di testa è di origine gnatologica? 

Ci sono alcuni indizi: il mal di testa è peggiore al mattino al risveglio, migliora nel corso della giornata, è associato a tensione ai muscoli della mascella o delle tempie, compare o peggiora nei periodi di stress, è accompagnato da click mandibolari o rigidità. Se riconosci due o più di questi segnali, vale la pena di fare una valutazione gnatologica.

Posso avere dolore riferito gnatologico anche se non ho mai avuto problemi ai denti? 

Sì. Il dolore riferito di origine gnatologica non dipende necessariamente da patologie dentali come carie o devitalizzazioni. Può derivare da una malocclusione funzionale, da un’iperattività muscolare da stress o da una disfunzione articolare che non ha alcun correlato dentale diretto. Per questo molti pazienti si sorprendono quando la soluzione ai loro sintomi passa dallo studio del dentista.

Il dolore riferito si risolve? 

Nella maggior parte dei casi sì, se viene identificata e trattata la causa. I tempi dipendono dalla durata e dalla complessità del quadro clinico: sintomi recenti rispondono più rapidamente, quadri cronicizzati richiedono percorsi terapeutici più articolati. L’approccio multidisciplinare — gnatologo, fisioterapista, in alcuni casi logopedista — garantisce i risultati più stabili nel tempo.

Dove posso fare una valutazione gnatologica a Roma San Giovanni? 

Presso lo Studio Dentistico Gellini, in zona San Giovanni a Roma, il dr. Simone Gellini, gnatologo specializzato, effettua valutazioni diagnostiche complete per i disturbi dell’ATM e del dolore riferito di origine masticatoria. Lo studio è facilmente raggiungibile con la metropolitana linea A, fermata San Giovanni.

Studio Dentistico Gellini — Roma San Giovanni