“Ho un fischio all’orecchio destro che non va via da due anni. Ho fatto l’audiometria, la risonanza magnetica, ho visto due otorini. Mi hanno detto che l’orecchio è perfettamente sano.”

Quando sentiamo questa storia nel nostro studio a Roma San Giovanni, facciamo subito una domanda: “Ha mai notato click o tensione alla mandibola?”

La risposta, quasi sempre, è sì. E quasi sempre il paziente non aveva mai collegato le due cose.

Gli acufeni — quei rumori interni percepiti come fischi, ronzii, tintinnii o pulsazioni che non hanno una sorgente sonora esterna — sono uno dei sintomi più invalidanti e più difficili da trattare in medicina. Quello che la maggior parte dei pazienti non sa è che una percentuale significativa degli acufeni ha un’origine non auricolare. E tra le cause non auricolari più frequenti c’è la disfunzione dell’articolazione temporo-mandibolare.

Il Legame Anatomico tra ATM e Orecchio

Per capire perché una disfunzione della mandibola possa generare un fischio nell’orecchio, bisogna partire dall’anatomia. E l’anatomia, in questo caso, è sorprendentemente diretta.

L’articolazione temporo-mandibolare è posizionata immediatamente davanti al condotto uditivo esterno — la distanza tra le due strutture è di pochi millimetri. Non si tratta di vicinanza casuale: le due strutture condividono elementi anatomici, innervazioni e, in alcuni casi, persino strutture legamentose.

Il Legamento Disco-Malleolare

Tra l’ATM e l’orecchio medio esiste un collegamento anatomico diretto: il legamento disco-malleolare, noto anche come legamento di Pinto. Questo legamento connette il disco articolare dell’ATM al martello — uno dei tre ossicini dell’orecchio medio che trasmettono le vibrazioni sonore dal timpano alla coclea.

Quando il disco articolare dell’ATM si sposta dalla sua posizione corretta — come accade nella dislocazione discale, una delle disfunzioni temporo-mandibolari più comuni — questa tensione si trasmette attraverso il legamento disco-malleolare fino al martello. Il risultato è una tensione anomala sugli ossicini dell’orecchio medio che può generare la percezione di un suono che non esiste: l’acufene.

La Tuba di Eustachio

Un secondo meccanismo coinvolge la tuba di Eustachio, il canale che collega l’orecchio medio alla faringe e che regola la pressione all’interno dell’orecchio medio. I muscoli che controllano l’apertura della tuba di Eustachio — il tensore del velo palatino e il tensore del timpano — sono innervati dallo stesso ramo del nervo trigemino che innerva i muscoli masticatori.

Una disfunzione del sistema masticatorio può alterare il funzionamento di questi muscoli, compromettendo la regolazione della pressione nell’orecchio medio. Il risultato è quella sensazione di orecchio tappato o ovattato che accompagna spesso gli acufeni di origine gnatologica — e che l’otorino, non trovando alcuna ostruzione fisica, non riesce a spiegare.

Le Connessioni Nervose

Il nervo auricolotemporale — un ramo del nervo trigemino — innerva sia la capsula articolare dell’ATM sia il condotto uditivo esterno e parte del padiglione auricolare. Attraverso questo nervo, un’infiammazione o una tensione nell’ATM può irradiarsi direttamente verso l’orecchio, generando dolore auricolare, senso di pressione o alterazioni percettive come gli acufeni.

Acufeni Somatosensoriali: Quando il Suono Cambia con il Movimento 

Esiste una categoria specifica di acufeni — gli acufeni somatosensoriali o somatici — che è particolarmente indicativa di un’origine gnatologica o cervicale.

La caratteristica distintiva di questi acufeni è che la loro intensità o il loro tono cambiano con determinati movimenti o posizioni. Il paziente nota che il fischio si modifica quando:

  • Apre o chiude la bocca
  • Sposta la mandibola lateralmente
  • Gira o inclina la testa
  • Preme con le dita sui muscoli della mascella o del collo
  • Stringe i denti o morde

Se il tuo acufene cambia con il movimento della mascella o del collo, hai in mano un’informazione diagnostica molto importante: stai quasi certamente descrivendo un acufene somatosensoriale.

Questa caratteristica è fondamentale perché differenzia gli acufeni di origine gnatologica dagli acufeni di origine cocleare — quelli causati da un danno all’orecchio interno — che rimangono invariati indipendentemente dai movimenti.

Gli Altri Sintomi Auricolari della Disfunzione dell’ATM

Gli acufeni raramente si presentano come sintomo isolato nei pazienti con disfunzione dell’ATM. Fanno quasi sempre parte di un quadro più ampio di sintomi auricolari che, visti insieme, rendono la diagnosi più chiara.

Senso di Orecchio Tappato

La sensazione di orecchio pieno, ovattato o tappato — senza presenza di cerume, senza otite, senza allergie — è uno dei sintomi più frequentemente riferiti. I pazienti la descrivono come una pressione dentro l’orecchio, come se ci fosse qualcosa che blocca il suono. L’otorino non trova nulla, perché non c’è nulla da trovare nell’orecchio: il problema è nell’ATM.

Iperacusia e Distorsione Sonora

Alcuni pazienti riferiscono una sensibilità aumentata ai suoni — certi rumori sembrano più forti o più fastidiosi del normale. Altri descrivono una leggera distorsione nella percezione dei suoni, come se alcune frequenze non fossero perfettamente nitide. Questi fenomeni possono essere correlati all’alterazione della tensione degli ossicini dell’orecchio medio prodotta dalla disfunzione dell’ATM.

Dolore Auricolare

Un dolore profondo dentro l’orecchio — spesso descritto come una pressione o un dolore sordo — è un altro sintomo frequente. Può essere confuso con un’otite, ma non risponde agli antibiotici né agli antinfiammatori auricolari perché non ha un’origine infettiva. Lo affronteremo in modo approfondito nell’articolo dedicato al dolore auricolare.

Il Caso di Antonella: Due Anni di Acufene, poi la Diagnosi

La Storia 

Antonella, 41 anni, commercialista, è arrivata nel nostro studio con una storia che conoscevamo bene. Due anni di ronzio continuo all’orecchio sinistro, peggiore nelle ore serali e nei periodi di maggiore stress lavorativo. Due audiometrie nella norma. Una risonanza magnetica encefalo e rocche petrose negativa. Un otorino che le aveva prescritto integratori a base di magnesio e ginkgo biloba con risultati modesti.

A portarla da noi era stato il suo medico di base, che aveva letto di una possibile correlazione tra acufeni e ATM e aveva suggerito una valutazione.

I Segnali che Nessuno Aveva Collegato 

All’anamnesi sono emersi elementi che, retrospettivamente, erano stati tutti presenti fin dall’inizio ma non erano mai stati messi in relazione: l’acufene era comparso alcuni mesi dopo un periodo di stress lavorativo intenso, durante il quale Antonella aveva notato anche una tensione alla mascella al mattino. Il ronzio si modificava leggermente quando apriva la bocca — un dettaglio che Antonella aveva notato ma non aveva mai riferito perché “non mi sembrava importante”.

All’esame clinico: masseteri ipertonici bilateralmente, con il sinistro significativamente più contratto. Un click articolare al lato sinistro durante l’apertura. La palpazione del polo posteriore del condilo sinistro era dolorosa. L’analisi occlusale digitale mostrava un sovraccarico del lato sinistro.

La risonanza magnetica dell’ATM — che nessuno aveva ancora richiesto — ha evidenziato una dislocazione anteriore del disco articolare sinistro con riduzione: il disco si spostava in avanti quando la bocca era chiusa e tornava in sede durante l’apertura, producendo il click.

Il Percorso e il Risultato

Abbiamo impostato un bite di riposizionamento mandibolare con contatti calibrati per scaricare il lato sinistro, affiancato dalla fisioterapia ATM per decontrarre il massetere sinistro e mobilizzare l’articolazione.

In quattro settimane Antonella ha riferito una riduzione dell’intensità del ronzio di circa il 50%. In tre mesi, l’acufene era diventato intermittente invece che continuo — presente principalmente nelle giornate di maggiore stress, quasi assente nelle altre.

“Non avrei mai pensato che un problema alla mascella potesse fare questo” — ha detto Antonella durante un controllo. È la frase che sentiamo più spesso, in questo studio.

Acufeni e ATM: Cosa dice la Letteratura Scientifica

È giusto essere precisi su questo punto con i nostri pazienti: il legame tra disfunzione dell’ATM e acufeni è documentato dalla letteratura scientifica, ma i meccanismi esatti sono ancora oggetto di ricerca. Quello che sappiamo con ragionevole certezza è che:

  • Una percentuale rilevante dei pazienti con disfunzione dell’ATM riferisce acufeni come sintomo associato
  • Nei pazienti con acufeni somatosensoriali, il trattamento della disfunzione dell’ATM produce una riduzione dei sintomi in una quota significativa dei casi
  • Gli acufeni di lunga data e di natura cocleare non rispondono al trattamento gnatologico
  • La selezione corretta dei pazienti — distinguendo gli acufeni somatosensoriali da quelli cocleari — è determinante per l’efficacia del trattamento

Non promettiamo la risoluzione di qualsiasi acufene: promettiamo una diagnosi accurata che stabilisca se esiste una componente gnatologica trattabile.

Il Nostro Approccio Diagnostico a Roma San Giovanni

Quando un paziente arriva nel nostro studio con acufeni, il percorso diagnostico che seguiamo è strutturato per rispondere a una domanda precisa: c’è una componente gnatologica responsabile o concausale di questo sintomo?

Il percorso include una valutazione gnatologica completa con palpazione muscolare e analisi dei movimenti mandibolari, la ricerca specifica di acufeni somatosensoriali attraverso test di provocazione mandibolare, l’analisi occlusale digitale e, quando indicata, la risonanza magnetica dell’ATM per valutare la posizione del disco articolare.

Lavoriamo sempre in collaborazione con gli specialisti otorinolaringoiatri che hanno già seguito il paziente: la nostra valutazione si aggiunge a quella auriologica, non la sostituisce. In alcuni casi, la collaborazione con l’audiologo permette di distinguere con maggiore precisione la componente somatosensoriale dell’acufene da quella cocleare, ottimizzando il piano terapeutico.

Domande Frequenti sugli Acufeni e l’ATM

Come faccio a capire se il mio acufene è di origine gnatologica? 

Il segnale più specifico è la variazione dell’acufene con il movimento della mascella o del collo: se il fischio cambia intensità o tono quando apri la bocca, quando sposti la mandibola lateralmente o quando premi sui muscoli della mascella, stai probabilmente descrivendo un acufene somatosensoriale di possibile origine gnatologica. Altri indizi: acufene associato a click mandibolare, tensione alla mascella, storia di bruxismo, comparsa o peggioramento dopo un periodo di stress intenso.

Il trattamento gnatologico può eliminare completamente l’acufene? 

Dipende dalla natura e dalla durata dell’acufene. Negli acufeni somatosensoriali recenti, con una componente gnatologica chiaramente identificabile, la risoluzione completa è possibile. Negli acufeni di lunga data o con componenti multiple, il risultato più frequente è una riduzione significativa dell’intensità e della continuità del sintomo. Gli acufeni di origine puramente cocleare non rispondono al trattamento gnatologico.

Devo continuare a seguire l’otorino mentre faccio il percorso gnatologico? 

Sì, assolutamente. L’acufene può avere cause multiple che richiedono follow-up specialistici diversi. Il percorso gnatologico e quello audiologico sono complementari. Informiamo sempre i colleghi otorini del percorso che stiamo intraprendendo con il paziente, per garantire una presa in carico coordinata.

Quanto tempo ci vuole per vedere un miglioramento?

Nei casi in cui esiste una componente gnatologica significativa, i primi miglioramenti sono spesso percepibili entro le prime quattro-sei settimane dall’inizio del trattamento. Una stabilizzazione del risultato richiede in genere dai tre ai sei mesi.

Dove posso fare una valutazione per acufeni da ATM a Roma San Giovanni? 

I dottori Gellini, presso lo Studio Dentistico Gellini a Roma San Giovanni, effettuano valutazioni diagnostiche specifiche per gli acufeni di possibile origine gnatologica, in collaborazione con i professionisti del team. Lo studio è raggiungibile con la metropolitana linea A, fermata San Giovanni.

Soffri di acufeni che nessuno è riuscito ancora a spiegare? Se il tuo fischio cambia con il movimento della mascella, hai un motivo in più per fare valutare la tua ATM. Contatta lo Studio Dentistico Gellini a Roma San Giovanni per una valutazione gnatologica specialistica.